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Benvenuto nel mio angolo digitale

19 gennaio 2026

4 min read

Ci sono momenti in cui senti il bisogno di fermarti, guardare indietro, e chiederti: “Quindi, cosa voglio dire adesso?” Questo è uno di quei momenti. Sono qui, seduto davanti al mio schermo, con un sito web nuovo di zecca e quella sensazione particolare che provi quando inizi qualcosa che potrebbe diventare importante. O forse no. E va bene anche così.

Mi chiamo Alex Ghirelli, sono un Senior Software Engineer con oltre dieci anni di codice alle spalle, ma questo spazio non sarà solo una vetrina delle mie competenze tecniche. Sarà qualcosa di più intimo, più autentico. Un luogo dove la tecnologia incontra la vita, dove gli algoritmi si mescolano con i viaggi, le riflessioni notturne e le lezioni imparate tra un deployment e l’altro. Perché alla fine, siamo molto più delle nostre skill su LinkedIn, no?

Mi chiedo da tempo se aprire un blog avesse senso. Viviamo nell’era dei social media fulminei, dei thread infiniti, dei video di 30 secondi. Tutto è veloce, tutto è immediato, tutto è già dimenticato nel momento in cui scorri alla schermata successiva. Eppure, c’è qualcosa di speciale nello scrivere, nel prendersi il tempo di costruire un pensiero, di dargli forma e sostanza. Questo blog è nato dal desiderio di rallentare, di scavare più a fondo, di condividere non solo cosa faccio, ma come penso. E magari, lungo la strada, di capire meglio alcune cose anche io.

Troverai articoli tecnici, certo. Parleremo di architetture scalabili, microservizi, di quel momento magico quando finalmente risolvi un bug che ti tormenta da giorni e ti senti, per un attimo, il re del mondo. Ma troverai anche altro: riflessioni su viaggi che hanno cambiato la mia prospettiva, pensieri sulla creatività nel nostro lavoro, forse qualche storia su come puoi trasformare una passione per i piccoli aerei in metafore sul design del software. O semplicemente cosa ho pensato guardando il tramonto dopo una giornata particolarmente intensa.

Non so ancora esattamente dove ci porterà questo viaggio. E forse è proprio questa la bellezza. Quello che so è che voglio costruire qualcosa di genuino, uno spazio dove i lettori possano trovare non solo informazioni, ma anche ispirazione, connessione, magari un sorriso complice per esperienze condivise. Voglio che questo sia un luogo dove va bene ammettere che non sappiamo tutto, che a volte il codice ci fa impazzire, che altre volte ci dà soddisfazioni impagabili.

Se sei qui, probabilmente condividiamo qualcosa: curiosità per la tecnologia, amore per il codice ben scritto, o semplicemente interesse per le storie nascoste dietro ogni progetto, dietro ogni persona. Forse anche tu, come me, pensi che il nostro lavoro sia molto più di una sequenza di commit e pull request. È problem solving, è creatività, è collaborazione. È trovare eleganza nella soluzione più semplice. È anche frustrazione, litri di caffè, e quella sensazione quando finalmente tutto funziona.

Devo essere onesto: questo non è il mio primo tentativo di tenere un blog. Nel corso degli anni ho provato diverse volte, con entusiasmo iniziale e poi, inevitabilmente, con il silenzio che prende il sopravvento. Non è mai stato facile per me mantenere la costanza nella scrittura. La vita corre veloce, i progetti si accumulano, le priorità cambiano, e quello spazio che avevi ritagliato per mettere i tuoi pensieri su carta diventa sempre più piccolo, fino a scomparire. Ma eccomi qui, ancora una volta, con lo stesso desiderio di provarci. Forse questo è il momento giusto. Forse no. Ma ho imparato che l’importante non è la perfezione, è l’autenticità. E anche se questo blog diventerà un contenitore di pensieri sparsi, scritti quando ne sento davvero il bisogno, va bene così.

Quindi, resta connesso. Nei prossimi articoli esploreremo insieme pattern architetturali, parleremo di strumenti che uso quotidianamente, ma anche di quelle piccole epifanie che arrivano quando meno te le aspetti. Magari davanti a un caffè a Roma, o volando sopra paesaggi a 3000 piedi. Perché le idee migliori spesso arrivano quando non le stai cercando.

Questo è solo l’inizio. Un “ciao” digitale, una stretta di mano virtuale. Perché alla fine, il codice più bello che possiamo scrivere è quello delle connessioni umane.